| Il Tagiura nasce
nel 1963 quando i 3 fratelli Angelotti, Tullia, Eugenio e
Rino, nati a Farini d’Olmo (PC) arrivano nell’omonima
via.
All’epoca via Tagiura era periferia di Milano e il
locale era un semplice bar dove, nella sala dietro al bancone,
si giocava a carte e biliardo.
Quando Tullia insieme ai fratelli più piccoli iniziò
a preparare i panini per gli uffici che cominciavano a popolare
la zona, la clientela sempre più attenta fece sì
che la ristorazione si affiancasse all’ormai avviato
bar.
Prese così vita l’attuale “Tagiura”,
un bar-trattoria-ristorante dove si pone grande attenzione
alla clientela, alle materie prime, alla scelta del personale
e soprattutto ai prezzi.
Si apre alle 7,00 del mattino con il tradizionale cappuccio
e brioches a cui si affiancano tutte le torte fatte in casa
(torta di mele, pere e cioccolato, pane e cioccolato, plumcake
e crostate) poi già dalle 11,30 fino alle 16,00 viene
servito il pranzo.
Poi il locale, che non chiude mai, si trasforma nuovamente
per reinventarsi in un aperitivo classico con tantissimi
vini al calice tra cui spicca il Rosso di Montalcino Tagiura,
gli affettati e i taglieri di formaggio di capra e mucca
con le marmellate, le composte di frutta, miele e fichi
(da segnalare le lacrime di Champagne e la marmellata di
Sambuco).
Infine la cena offre un menù a degustazione scelto
dalla sig.ra Tullia
Il locale è distribuito in 5 sale una diversa dall’altra:
la sala credenza con una gran credenza e l’esposizione
dei dolci; la sala divani, con un giardino d’inverno
con tutti i formaggi sul gran tagliere; la sala affresco,
ambientata in una sala dai colori tenui con un affresco
del’700 preso da una villa fuori porta; la sala rossa,
una vecchia falegnameria pitturata di un rosso bellissimo
caratterizzata da un grandissimo camino; la sala gialla
accanto all’ingresso e al bar con una vetrinetta veneziana
e un fantastico lampadario. Inoltre in estate si può
uscire in un giardino con ulivi e glicine.
Il menù offre le paste fresche (ravioli di magro,
di zucca, tagliatelle al nero di montagna con carbone vegetale,
e alla sera il risotto giallo alla milanese servito con
la raspadura del lodigiano, e minestre - veramente apprezzata
la minestra di fagioli di Pigna e carciofi-) gli affettati,
i secondi che seguono sempre le stagioni: durante l’inverno
i bolliti misti, la trippa, la cassoeula, i filetti di pesce;
durante la stagione estiva i pesci alla griglia, le insalate,
e poi tutti i dolci al carrello da segnalare il tiramisù,
il mascarpone con la frutta, le demi-quite al cioccolato
fondente, bianco, piccante e allo zenzero, la panna cotta
imperiale e le millefoglie.
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Sala interna |
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Sala interna |
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Giardino |
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